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Dalla scuola come laboratorio di futuro all’ospedale come luogo di cura empatica: i progetti di Federica Turiaco

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Immaginare la scuola come un luogo aperto, dinamico, capace di dialogare con il mondo reale e di trasformarsi in un vero spazio di opportunità. È da questa visione che nasce il progetto “Go On”, di cui fa parte Federica Turiaco, un’iniziativa che si propone come un grande contenitore di idee, in cui professionisti e associazioni entrano negli istituti scolastici per proporre progetti concreti, da costruire insieme agli studenti.

Nel modello “Go On”, i ragazzi e le ragazze non sono semplici destinatari di contenuti, ma protagonisti attivi. Sono loro a scegliere le idee che ritengono più interessanti e a entrarvi subito, attraverso un percorso di ricerca, sperimentazione e progettazione condivisa. Le classi si trasformano così in squadre di lavoro, veri e propri cantieri di idee, dove le materie scolastiche dialogano con nuove esperienze, competenze pratiche e visione progettuale.

Il metodo è interdisciplinare e laboratoriale: ogni squadra opera con un approccio quasi aziendale, assumendo ruoli diversi in base al percorso di studi, ma con un obiettivo comune, la realizzazione di prototipi sostenibili. Ne nasce un microcosmo sperimentale in cui i principi dell’economia circolare diventano pratica quotidiana, e il sapere teorico trova applicazione concreta.

Un aspetto centrale del progetto è il legame con il mondo del lavoro. Una volta raggiunti gli obiettivi prefissati, gli studenti che dimostrano talento e competenze possono essere coinvolti direttamente dalle aziende che hanno investito nei progetti. Un passaggio naturale che restituisce valore al tempo dedicato allo studio e al lavoro di gruppo, favorendo un ingresso più consapevole e maturo nel mondo professionale. Da qui l’idea di una scuola che non sia più soltanto “dell’obbligo”, ma diventi a pieno titolo “la scuola delle opportunità”.

È all’interno di questa visione che si inserisce anche un altro progetto ideato e coordinato da Federica Turiaco: “Ospedale Empatico”. Promosso dall’architetto, ideatrice e legale rappresentante dell’Associazione Culturale “ABACA – Scuola di Architettura e Design per Bambine e Bambini”, il progetto affronta il tema della rigenerazione urbana applicata ai reparti pediatrici degli ospedali.

Il punto di partenza è una constatazione semplice ma spesso ignorata: negli ambienti ospedalieri i bambini non sono realmente accolti. I piccoli pazienti trascorrono ore in attesa, seduti su sedie pensate per adulti, in spazi anonimi, poco confortevoli e privi di stimoli, vivendo la malattia in condizioni che amplificano paura, noia e disagio.

La sfida di “Ospedale Empatico” è coinvolgere gli studenti dei licei messinesi ma anche su scala nazionale nella costruzione di una nuova idea di accoglienza sanitaria. Attraverso la ricerca e la sperimentazione, i ragazzi saranno chiamati a progettare soluzioni di design dedicate ai più piccoli: sedute ergonomiche, accessori ospedalieri, installazioni di luce, colore e suoni, elementi green indoor e outdoor capaci di rendere l’attesa più ludica e meno stressante.

L’obiettivo è ridurre la permanenza in ambienti insalubri e trasformare luoghi oggettivamente tristi e impersonali in spazi pensati con attenzione e lungimiranza, in cui bambine e bambini siano finalmente riconosciuti come pazienti da accogliere, rispettare e proteggere.

Dalla scuola all’ospedale, i progetti di Federica Turiaco condividono un filo rosso comune: mettere al centro le persone, valorizzare l’intelligenza collettiva e dimostrare che il design, l’educazione e l’innovazione sociale possono diventare strumenti concreti di cambiamento.