Grande partecipazione domenica 27 settembre per la Giornata Mondiale del Rinoceronte. Tra attività didattiche, dimostrazioni e incontri con gli esperti, i visitatori hanno potuto conoscere da vicino le minacce che mettono a rischio la fauna selvatica. Svelata anche la statua di un rinoceronte di Giava donata dall’Ambasciata di Indonesia presso la Santa Sede.

Una giornata all’insegna della conoscenza, della sensibilizzazione e della tutela della biodiversità. È quella che si è svolta domenica 27 settembre al Bioparco di Roma in occasione della Giornata Mondiale del Rinoceronte, con un programma di iniziative rivolte a bambini, famiglie e adulti per richiamare l’attenzione sulla conservazione delle specie minacciate.

L’appuntamento, realizzato con il patrocinio di Banca del Fucino, ha trasformato gli spazi del Bioparco in un percorso di scoperta dedicato non soltanto ai rinoceronti, ma più in generale alle principali emergenze che interessano la fauna selvatica.

Nel corso della giornata, il pubblico ha potuto incontrare gli operatori e gli esperti del Bioparco, partecipare a dimostrazioni e approfondimenti e conoscere più da vicino le caratteristiche degli animali e le minacce che ne compromettono la sopravvivenza in natura. Un modo diretto e coinvolgente per spiegare anche ai più piccoli quanto siano importanti la conservazione degli habitat, il contrasto al bracconaggio e comportamenti responsabili da parte delle persone.

Svelata la statua del rinoceronte di Giava

Tra i momenti più significativi della giornata si è svolta, alle ore 13, la cerimonia di svelatura di una statua in bronzo raffigurante un rinoceronte di Giava, donata al Bioparco dall’Ambasciata della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede.

L’opera, realizzata dallo scultore indonesiano Outto Lengkong, è stata presentata all’ingresso monumentale del Bioparco alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica di Indonesia presso la Santa Sede, S.E. Michael Trias Kuncahyono, e della Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Paola Palanza.

La scelta del rinoceronte di Giava assume un particolare significato: si tratta infatti di una delle specie di rinoceronte più rare al mondo. La popolazione selvatica è concentrata esclusivamente nel Parco Nazionale di Ujung Kulon, sull’isola di Giava, in Indonesia, dove sopravvivono circa cinquanta esemplari.

La statua diventa così anche un simbolo dell’importanza della collaborazione internazionale nella protezione della biodiversità e nella conservazione delle specie maggiormente minacciate.

Dalla lotta al bracconaggio ai “furti di natura”

Per tutta la giornata, nell’area dei rinoceronti bianchi, sono state allestite diverse postazioni tematiche, attive dalle 11 alle 17, dedicate alla conoscenza della fauna selvatica e alle problematiche legate alla sua conservazione.

Una delle attività proposte, “Furti di natura”, ha permesso ai visitatori di osservare alcuni oggetti provenienti dalla natura e sequestrati dai Carabinieri Forestali: tra questi borse realizzate con pelle di coccodrillo, fermacapelli ottenuti dal carapace delle tartarughe e oggetti in avorio.

Attraverso questi esempi concreti è stato spiegato come anche scelte apparentemente innocue, come l’acquisto di determinati souvenir durante un viaggio, possano contribuire alla pressione esercitata sulle specie selvatiche. Un’occasione per conoscere anche quali comportamenti adottare per non alimentare il commercio illegale di prodotti derivati dagli animali.

Curiosità e partecipazione hanno accompagnato anche “Chi mette le corna?”, attività dedicata alle caratteristiche delle corna di diverse specie animali. Giraffe, rinoceronti, daini, cervi e tori sono stati messi a confronto per mostrare le differenze tra strutture piccole, grandi, ramificate o non ramificate e per approfondirne la funzione.

L’attività ha permesso inoltre di affrontare il tema del valore attribuito alle corna di alcune specie e del conseguente legame con il fenomeno del bracconaggio.

Un viaggio attraverso la biodiversità africana

A completare il programma è stata la visita guidata “Colori d’Africa”, condotta da un esperto naturalista attraverso gli spazi dedicati ad alcune delle specie più rappresentative della fauna africana.

Il percorso ha coinvolto giraffe, zebre, mandrilli, lemuri e rinoceronti, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere caratteristiche, comportamenti e grado di minaccia delle diverse specie.

Le iniziative, comprese nel prezzo del biglietto di ingresso, hanno consentito al pubblico di vivere una giornata non soltanto di visita, ma anche di approfondimento e partecipazione.

I rinoceronti del Bioparco

All’interno dei 17 ettari del Bioparco di Roma sono presenti anche due esemplari maschi di rinoceronte bianco, ospitati nell’area dedicata alla specie dal 2019.

Si tratta di Thomas, proveniente dal Royal Burgers’ Zoo in Olanda, e Kibo, arrivato dallo Zoologischer Garten Augsburg GmbH in Germania. La loro presenza consente al pubblico di osservare da vicino una specie che, pur essendo rappresentata da una popolazione più numerosa rispetto al rinoceronte di Giava, rimane interessata dalle problematiche legate alla conservazione e alla protezione degli habitat.

Il sostegno di Banca del Fucino

La Giornata Mondiale del Rinoceronte si inserisce nel percorso di collaborazione avviato nel 2025 tra Banca del Fucino e Bioparco di Roma, dedicato alla tutela della biodiversità e alla sensibilizzazione del pubblico sui temi ambientali.

La collaborazione comprende anche il sostegno a progetti concreti di conservazione, tra cui la realizzazione del nuovo exhibit dedicato ai leopardi e le iniziative di adozione a distanza degli animali del Bioparco.

Per il 2026 l’iniziativa di adozione promossa da Banca del Fucino è dedicata ai lemuri, animali particolarmente rappresentativi della biodiversità del pianeta e oggi fortemente minacciati.

La giornata del 27 settembre ha così unito divulgazione, educazione ambientale e conoscenza diretta degli animali, con l’obiettivo di rendere il pubblico più consapevole del valore della biodiversità e della necessità di proteggerla.

Credit fotografico: Massimiliano Di Giovanni – archivio Bioparco

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