Salute mentale, dipendenze digitali e nuove fragilità adolescenziali al centro del convegno “Giovani fragili, Città responsabili” nella Sala della Protomoteca.

ROMA – Un tempo il disagio giovanile si esprimeva nelle piazze o nelle scuole; oggi viaggia spesso nel silenzio delle camerette, amplificato dagli schermi degli smartphone o riflesso nello specchio di disturbi alimentari precoci. Per accendere i riflettori su questa emergenza silenziosa, il prossimo lunedì 13 luglio 2026, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, la Sala della Protomoteca in Campidoglio ospiterà il convegno “Giovani fragili, Città responsabili”.

L’evento, promosso dal Centro Europeo Studi Culturali (CESC) e fortemente voluto da Alessandro Alongi (Consigliere e Presidente della Commissione Politiche Sociali del XII Municipio di Roma Capitale), nasce con un obiettivo preciso: analizzare la recrudescenza del disagio mentale adolescenziale post-pandemia e delineare politiche di supporto concrete.

Lo scenario: isolamento, DCA e l’ombra di ChatGPT

I dati clinici più recenti mostrano una trasformazione profonda delle fragilità giovanili. Accanto alle patologie tradizionali, emergono fenomeni legati alla sovraesposizione digitale e all’isolamento sociale. Tra le nuove derive figurano i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) – con un drammatico abbassamento dell’età d’esordio –, la cosmeticoressia (l’ossessione precoce per la cura della pelle) e la tendenza, sempre più diffusa tra i ragazzi soli, a cercare risposte e rifugio nei consigli dell’Intelligenza Artificiale e di software come ChatGPT.

A tracciare la cornice sociologica di questa “solitudine interconnessa” sarà Giulio De Rita, ricercatore del CENSIS, con un’introduzione dedicata proprio al ruolo dei genitori e del terzo settore nel nuovo welfare sussidiario di prossimità.

Il programma e i tre panel tematici

Dopo i saluti istituzionali – che vedranno la partecipazione dell’On. Paolo Ciani (Camera dei deputati), di Antonio Magi e Giovanni Migliano (OMCEO Roma), di Gabriella Àncora (CIU Unionquadri, storica confederazione sindacale presente al CNEL e al CESE di Brixelles) e di Francesco Iury Forte (Consiglio Nazionale dei Giovani) – i lavori si articoleranno in tre macro-sessioni:

1. La salute mentale dei giovani

Moderato dalla giornalista medico-scientifica Johann Rossi Mason (Direttrice MOHRE), il panel analizzerà il boom di casi post-Covid e l’efficacia delle terapie di gruppo nel servizio pubblico, attraverso gli interventi degli psichiatri della ASL Roma 3 Eliana Conte e Alessandro Mazzetta.

2. Famiglia, genitorialità e dipendenze giovanili

Coordinata dalla psicoterapeuta Angelica Pullieri, questa sessione sviscererà le nuove forme del disagio:

  • Sara Sciabordi approfondirà l’isolamento dei ragazzi legati alle chat della IA;
  • Myriam Mazza affronterà il tema della cosmeticoressia;
  • Lorena Menditto parlerà del trauma del corpo anoressico;
  • Paola Sbardellati si concentrerà sulla dipendenza affettiva;
  • Le relatrici Alessia Cangi, Elena Brufatto, Roberta Galimberti e Marina Terlizzi analizzeranno la gestione della rete socio-legale, scolastica e familiare e l’approccio della Psicoanalisi Multifamiliare per le dipendenze da alcol e sostanze.

3. Buone pratiche e modelli territoriali di intervento

Il terzo panel, moderato nuovamente da Johann Rossi Mason, metterà a confronto le best practice capaci di intercettare precocemente il disagio sul territorio. Interverranno esponenti di spicco del privato sociale e della sanità: Stefania Casavecchia (AMA OdV), Simona Rotondi (Con i Bambini), Guido Alberto Valentini (Coop. Salviamo la Mente ETS), Tania Fontanella (Comunità Incontro ETS), Paola Marchetti (Maieusis) e Marta Onorati (Ospedale San Pietro Fatebenefratelli).

A dare voce direttamente alla “generazione Z” sarà infine Amelia Stoduto, redattrice di “Scomodo” e ideatrice dei “Pillow Talks”, che testimonierà il bisogno profondo dei ragazzi di trovare spazi di condivisione e ascolto senza tabù.

Verso un’agenda politica del benessere mentale

Il convegno di lunedì 13 luglio non vuole essere solo un momento di analisi, ma una vera e propria chiamata alla corresponsabilità per le istituzioni. L’obiettivo ultimo è la stesura di linee guida condivise che sappiano trasformare la gestione della salute mentale dei più giovani da una serie di interventi emergenziali a una responsabilità collettiva, strutturata e attiva nel tessuto della Capitale.