Di Antonello Cavallotto
Come cambia il giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale? È la domanda al centro dell’incontro di formazione promosso da UCSI Lazio e dall’Ordine dei giornalisti del Lazio, alla Pontificia Università Gregoriana. Un’iniziativa più che mai attuale promossa da UCSI Lazio insieme all’Ordine dei giornalisti del Lazio per ribadire il valore della verità, della responsabilità professionale e della centralità della persona. E proprio Maurizio Di Schino, presidente di UCSI Lazio, ha sottolineato l’importanza dell’esperienza diretta e il “recupero” dei cinque sensi nel lavoro giornalistico: per raccontare la realtà occorre saper osservare, ascoltare e prendersi il tempo necessario per comprenderla. Un messaggio che richiama il ruolo del giornalismo come servizio alla comunità e al bene comune di fronte alle trasformazioni tecnologiche. la professione giornalistica – sottolinea Di Schino- deve ritornare a recuperare i cinque sensi. Bisogna fermarsi, guardare, ascoltare prima di raccontare.
Tra gli interventi, quello di Paolo Ruffini, che ha richiamato il legame tra fatti, verità, fiducia e democrazia, il quale ha ricevuto una targa a conclusione del suo mandato come prefetto del Dicastero per la Comunicazione e in veste di comunicatore al servizio della verità. E quello del Presidente OdG Lazio Guido D’Ubaldo per il quale l’IA non va rifiutata, ma studiata. Intervento anche di Ignazio Ingrao. ha introdotto e moderato la giornata, padre Francesco Occhetta, gesuita, segretario della Fondazione “Fratelli Tutti”.

