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Alongi: pieno sostegno ai lavoratori dell’Agenzia DIRE. In gioco libertà di stampa e dignità del lavoro

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«Esprimo il mio pieno e convinto sostegno alle giornaliste e ai giornalisti dell’Agenzia di stampa DIRE che, nella giornata del 28 gennaio, hanno proclamato due giornate di sciopero a seguito del mancato pagamento degli stipendi da parte dell’azienda. Una situazione tanto più grave se si considera che un piano di rateizzazione delle spettanze pregresse era stato già concordato e successivamente disatteso.

Di fronte a una vicenda di questo tipo, non è possibile restare neutrali. È un dovere civile e politico schierarsi al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che, attraverso l’esercizio legittimo del diritto di sciopero, rivendicano il rispetto dei propri diritti e della propria dignità professionale. La loro mobilitazione non rappresenta soltanto una vertenza sindacale, ma pone una questione più ampia che riguarda la qualità della nostra democrazia.

In questa vicenda sono infatti in gioco diritti fondamentali: da un lato la libertà di stampa, principio cardine di ogni sistema democratico, dall’altro la dignità del lavoro di tante donne e tanti uomini che, con professionalità e responsabilità, garantiscono quotidianamente un’informazione puntuale, indipendente e pluralista al Paese.

Non si può continuare a parlare di informazione libera se chi la produce è costretto a lavorare in condizioni di precarietà economica e di incertezza sul proprio futuro. La tutela del lavoro giornalistico non è un tema corporativo, ma un interesse generale che riguarda l’intera collettività.

Auspico che questa mobilitazione riesca ad attirare l’attenzione del Governo e delle istituzioni competenti, affinché intervengano con urgenza per individuare soluzioni concrete e immediate. È necessario assumersi fino in fondo la responsabilità di salvaguardare sia i diritti dei lavoratori dell’Agenzia DIRE sia il ruolo fondamentale che l’informazione svolge nella vita democratica del Paese.

La solidarietà espressa oggi deve tradursi in atti concreti: il rispetto del lavoro e della libertà di stampa non può essere rimandato né sacrificato».

Alessandro Alongi