Arte, Cultura, Culinaria e SportGeneralereligione

Ostensione delle ossa di San Francesco: un pellegrinaggio di fede, emozione e grazia

Condividi

Di Antonello Cavallotto

Martedì 10 marzo ho avuto la gioia di partecipare a un pellegrinaggio ad Assisi, organizzato da un’associazione cattolica presente in Vaticano. Era una giornata che aspettavo con grande desiderio, soprattutto perché in questo anno si celebra l’800° anniversario della morte del poverello e, per l’occasione, le sue spoglie sono state esposte alla venerazione dei fedeli. Il viaggio è iniziato di buon mattino. Non è mancato un piccolo imprevisto: quando durante il tragitto una ruota del pullman si è bucata! Per qualche istante mi assalito il dubbio che tutto appena iniziato, era già finito.

Ma ecco Assisi. Prima tappa visita alle spoglie del Beato Carlo Acutis. Pensare che un ragazzo così giovane e così vicino al nostro tempo abbia vissuto la fede con tanta intensità mi colpisce profondamente. Ma l’impressione davvero grande è davanti le spoglie del Poverello di Assisi. Silenzio e raccoglimento e una profonda emozione. Il senso di pace si respira per tutti i luoghi legati alla vita di Francesco: ecco la sua casa rimane ancora l’ingresso della porta di legno; e poi la piccola cella inglobata nella chiesa adiacente, in cui suo padre lo fece rinchiudere, perché lo riteneva quasi impazzito per la sua scelta radicale di seguire il Vangelo e rinunciare alle ricchezze.Prima di ripartire tapa a Rio Torto in uno dei luoghi francescani dove Francesco visse l’inizio della sua avventura con i primi frati, in due capanne. E qui scrisse la prima Regola del suo Ordine. E partì poi per Roma per presentarla al Papa e ottenerne l’approvazione.

Concludo lasciando questa informazione. Ad Assisi continua l’Anno Giubilare, anche questa una grande opportunità spirituale: quella di poter lucrare l’indulgenza plenaria, pregando e compiendo il proprio cammino di fede anche per i nostri cari. Chiudo. È stata una giornata intensa, fatta di preghiera, storia, amicizia e anche di qualche piccolo imprevisto. Porto nel cuore la forte emozione provata davanti alle spoglie di San Francesco che dopo ottocento anni continua ancora a parlare al cuore di tutti. Vorrei che questa emozione la provaste anche tutti voi.