Grande partecipazione e forte coinvolgimento emotivo hanno caratterizzato la conferenza tenutasi presso il Circolo “4 Mori” di Ostia, dedicata alla figura del Generale Pietro Pinna Parpaglia, Alto Commissario per la Sardegna dal 1944 al 1949. L’iniziativa, resa possibile grazie all’impegno del presidente Andrea Collacciani, ha visto come relatore d’eccezione il pronipote omonimo, Pietro Pinna Parpaglia, che ha guidato il pubblico in un intenso viaggio tra storia, memoria familiare e vicende cruciali del Novecento italiano.
Una figura chiave della storia sarda
Nel corso della conferenza è emerso con chiarezza il profilo di un uomo di Stato che ha attraversato alcuni dei momenti più complessi della storia italiana. Nato nel 1891 a Pozzomaggiore, in Sardegna, Pietro Pinna Parpaglia intraprese inizialmente la carriera in magistratura, per poi arruolarsi volontario nella Prima guerra mondiale. Qui si distinse per coraggio e capacità, guadagnando decorazioni al valor militare e avviando una brillante carriera nell’Aeronautica.
Negli anni successivi scalò rapidamente i vertici militari, fino a ricoprire incarichi di grande responsabilità, tra cui quello di comandante dell’Aeronautica dell’Africa Orientale Italiana. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo la caduta dell’Impero, fu fatto prigioniero e internato prima in India e poi negli Stati Uniti, dove continuò a dimostrare spirito di iniziativa, proponendo la creazione di unità italiane a fianco degli Alleati.
L’Alto Commissario per la Sardegna
Il momento più significativo della sua carriera, su cui si è concentrato l’intervento del relatore, è stato quello successivo al 1944, quando venne nominato Alto Commissario per la Sardegna dal governo militare alleato. In una fase delicatissima del dopoguerra, Pinna Parpaglia ebbe il compito di guidare l’isola verso la stabilità politica e amministrativa.
Tra le priorità individuate dal Commissario vi erano questioni fondamentali: lo sgombero delle macerie, la ricostruzione di Cagliari, il ritorno degli uffici pubblici nelle sedi operative, il ripristino della fiducia nelle istituzioni e l’approvvigionamento alimentare per la popolazione.
Il suo ruolo fu importante anche nel percorso che portò alla nascita dello Statuto speciale della Sardegna, approvato nel 1948. Pur non essendone il “padre” in senso stretto, Pinna Parpaglia contribuì in modo decisivo a creare le condizioni politiche e istituzionali per l’avvio dell’autonomia regionale.
Un uomo al servizio delle istituzioni
Come sottolineato durante la conferenza, il Generale non fu soltanto un militare di alto rango, ma un amministratore capace, animato da un forte senso dello Stato. Il suo operato nella fase di transizione tra guerra e Repubblica si tradusse in iniziative concrete: dalla ricostruzione economica dell’isola all’avvio di infrastrutture strategiche, come la Fiera Campionaria di Cagliari e lo sviluppo dell’aeroporto di Alghero.
La sua azione si concluse nel 1949, in coincidenza con le prime elezioni del Consiglio regionale sardo, segnando il passaggio dalla fase commissariale alle istituzioni democratiche della Regione.
Il valore della memoria al Circolo 4 Mori di Ostia
L’incontro ha rappresentato anche un momento significativo per il Circolo 4 Mori, realtà storica e punto di riferimento della comunità sarda a Ostia. Da anni il Circolo si distingue per l’impegno nella promozione della cultura isolana, in particolare attraverso le celebri “Giornate Sarde”, eventi che uniscono gastronomia, tradizioni, musica e artigianato, offrendo al pubblico un’autentica immersione nella cultura dell’isola. https://circoloquattromori.it/
Grazie a iniziative come quella dedicata al Generale Pinna Parpaglia, il Circolo conferma il proprio ruolo non solo come luogo di ritrovo, ma come presidio culturale capace di tramandare valori, storie e identità alle nuove generazioni.
Un ponte tra passato e presente
La conferenza si è conclusa con un sentito ringraziamento al relatore e agli organizzatori, ma soprattutto con la consapevolezza di aver riportato alla luce una figura di grande rilievo, troppo spesso poco conosciuta.
Il racconto del pronipote ha restituito non solo i fatti storici, ma anche il lato umano di un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio del Paese e della Sardegna, contribuendo in modo decisivo alla rinascita dell’isola nel secondo dopoguerra.
Un evento che ha saputo unire memoria storica e identità culturale, nel segno di una Sardegna viva e presente anche lontano dalla propria terra.

