Rendiconto di Genere 2025, il CIV INPS. Il divario resta una priorità nazionale.
di Antonello Cavallotto
Presentato a Roma, a Palazzo Wedekind, il rapporto che fotografa le disuguaglianze tra donne e uomini nel lavoro, nelle retribuzioni e nelle pensioni. Istituzioni a confronto sulle politiche per colmare il gap. Il divario di genere continua a segnare in profondità il mercato del lavoro e il sistema sociale italiano. È quanto emerge dal Rendiconto di Genere 2025 del CIV dell’INPS, presentato a Roma presso Palazzo Wedekind, storica sede dell’INPS in Piazza Colonna.

Il rapporto mette in evidenza come, nonostante livelli di istruzione femminile più elevati, le donne incontrino ancora maggiori difficoltà nell’accesso al lavoro stabile, nella progressione di carriera e nel raggiungimento di posizioni apicali. Il lavoro part-time e le carriere discontinue restano prevalentemente femminili, con effetti che si riflettono anche sugli importi pensionistici, mediamente più bassi rispetto a quelli degli uomini. Un altro nodo centrale riguarda il lavoro di cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne, condizionandone le scelte professionali. Accanto a ciò, il Direttore Generale dell’Inps, Valeria Vittimberga ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di promozione e sostegno alla parità di salario e di opportunità e di sostegno all’autonomia economica. mentre, Roberto Ghiselli, Presidente del CIV INPS, ha sottolineato il ruolo dell’Istituto come soggetto attivo nella promozione di politiche territoriali e nella messa a disposizione di dati utili per orientare le scelte pubbliche.

È intervenuta Maria Giovanna De Vivo, Presidente del Comitato Unico di Garanzia, che ha evidenziato l’importanza di promuovere una cultura organizzativa inclusiva e attenta alle pari opportunità. Dal versante parlamentare, Tiziana Nisini, Vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha richiamato la necessità di politiche attive e strumenti normativi capaci di sostenere in modo strutturale l’occupazione femminile
