di Laura Galesi

La riduzione del rischio entra ufficialmente nel dibattito scientifico italiano sul Disturbo da Uso di Tabacco (DUT). La Società Italiana Patologie da Dipendenza (SIPaD) ha infatti pubblicato il primo Position Statement nazionale dedicato all’analisi delle evidenze scientifiche sui prodotti alternativi al tabacco combusto, riconoscendone la possibile rilevanza clinica all’interno di percorsi terapeutici rivolti ai fumatori adulti con forte dipendenza nicotinica e ripetuti fallimenti nei tentativi di cessazione.

Il documento, presentato oggi a Roma, prende posizione su un tema sempre più centrale nella salute pubblica: come intervenire nei confronti di quei pazienti che, pur desiderando smettere di fumare, non riescono ad abbandonare le sigarette tradizionali. Una condizione particolarmente frequente tra le persone con disturbi da uso di sostanze e nei pazienti psichiatrici, categorie in cui il fumo rappresenta una delle principali cause di riduzione dell’aspettativa di vita.

Secondo la SIPaD, il danno maggiore legato al fumo deriva dalla combustione del tabacco e non dalla nicotina in sé, responsabile soprattutto della dipendenza. Da qui il riconoscimento, per la prima volta in Italia da parte di una società scientifica del settore, della legittimità clinica di strategie di riduzione del rischio attraverso il passaggio a prodotti senza combustione, come sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato (HTP), nei casi in cui l’astinenza completa non sia immediatamente raggiungibile.

“Si tratta di un approccio consolidato nei servizi per le dipendenze e che può essere applicato anche al tabagismo nei casi in cui esistano ostacoli concreti alla cessazione, che resta comunque l’obiettivo finale”, spiega Claudio Leonardi, presidente SIPaD. “Questi prodotti non sono innocui, ma il loro rischio potenziale risulta significativamente inferiore rispetto al fumo combusto”.

Nel Position Statement vengono passate in rassegna le principali evidenze scientifiche disponibili. Gli Heated Tobacco Products riscaldano il tabacco senza bruciarlo e producono un aerosol che contiene fino al 92-97% in meno di sostanze tossiche e potenzialmente dannose rispetto alle sigarette tradizionali, con circa 500 composti chimici contro gli oltre 4mila generati dalla combustione.

Gli studi clinici analizzati mostrano che i fumatori che passano completamente a questi strumenti registrano una riduzione compresa tra il 40% e il 97% dei principali biomarcatori di esposizione alle sostanze tossiche, come carbossiemoglobina, nitrosamine e composti organici volatili. Benefici che emergono rapidamente e che si mantengono fino a dodici mesi.

Il documento evidenzia inoltre una minore tossicità cellulare, con riduzione dello stress ossidativo e dell’attività pro-infiammatoria, oltre a segnali positivi sul piano cardiovascolare e respiratorio. Nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ad esempio, il passaggio ai prodotti senza combustione sarebbe associato a una diminuzione delle riacutizzazioni e a un miglioramento della capacità aerobica e dell’esercizio fisico.

La SIPaD sottolinea tuttavia con chiarezza che i prodotti alternativi non sono privi di rischi, non rappresentano farmaci e non devono essere considerati strumenti di cessazione. L’obiettivo clinico resta la completa astensione dal fumo. Le strategie di riduzione del rischio, precisa il documento, devono essere temporanee, monitorate e inserite in un percorso terapeutico strutturato, evitando qualunque messaggio che possa normalizzare il consumo di tabacco o favorirne l’uso tra giovani e non fumatori.

“Con questo Position Statement – conclude Leonardi – vogliamo offrire ai clinici e agli operatori dei servizi per le dipendenze e della salute mentale uno strumento basato sulle evidenze scientifiche per affrontare un problema concreto: quello di pazienti che fumano, vogliono smettere ma non riescono a farlo. Ignorare la riduzione del rischio significherebbe lasciare senza tutela le persone più fragili”.

Il documento completo è disponibile sul sito ufficiale della SIPaD.