di Antonello Cavallotto

ROMA – Come garantire il diritto dei cittadini a essere informati senza compromettere la presunzione di innocenza, la reputazione e la riservatezza delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari? È stato questo il tema al centro dell’incontro formativo «Diritto di cronaca: profili di legittimità, limiti e tutela della privacy», svoltosi oggi a Roma presso la Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), nella sala Walter Tobagi, corso voluto e moderato da Tommaso Polidoro, consigliere nazionale della FNSI.

Ha aperto le riflessioni, Marco Dall’Olio, avvocato generale presso la Corte di Cassazione, che ha richiamato l’importanza della trasparenza della giustizia e della collaborazione tra magistratura e giornalisti. Il garantismo, ha sottolineato nel suo intervento, non può tradursi né nel silenzio delle istituzioni né nella censura della cronaca: una misura cautelare, infatti, non equivale a una condanna definitiva.

Silvia Grassi, direttrice dell’Ufficio stampa del Consiglio superiore della magistratura (CSM), ha posto invece l’accento sulla responsabilità etica condivisa da giornalisti e magistrati. Raccontare un’indagine richiede verifica delle fonti, accuratezza e attenzione al linguaggio, evitando che un’ipotesi investigativa venga percepita dall’opinione pubblica come una colpevolezza già accertata. La cronaca giudiziaria, ha evidenziato, deve seguire l’intero percorso processuale, dando adeguato rilievo anche ad assoluzioni, archiviazioni e proscioglimenti.

Sul rapporto tra comunicazione giudiziaria e attività investigativa si è soffermato Nicolino Pepe, dirigente generale di pubblica sicurezza, evidenziando come le restrizioni alla pubblicazione degli atti possano contribuire a prevenire processi mediatici e divulgazioni improprie, ma rischino anche di ridurre la tempestività dell’informazione e gli spazi del giornalismo d’inchiesta. Centrale anche il tema dell’oblio giudiziario, affinché le notizie siano aggiornate alla luce degli sviluppi processuali. A chiudere l’eccellente confronto è stato Stefano Polli, editorialista ed ex vicedirettore dell’ANSA, che ha richiamato il ruolo del giornalismo professionale in un contesto segnato dalla diffusione di fake news e disinformazione sui social network. Verificare le notizie, citare le fonti e interrogare criticamente il potere restano elementi essenziali per garantire un’informazione indipendente e di qualità. Di Polli, prossimamente in uscita una sua intervista esclusiva a Putin (Faccia a faccia con Putin, Rubbettino editore).

Dal confronto è emersa una consapevolezza comune: il diritto di cronaca è un presidio fondamentale della democrazia, ma richiede responsabilità, equilibrio e rispetto delle persone. La sfida è coniugare la tutela della privacy e della reputazione con il diritto dei cittadini a conoscere i fatti, senza trasformare le garanzie in ostacoli alla trasparenza e all’informazione. I lavori sono stati seguiti in diretta da Eurocomunicazione.com ed Eurocomunicazione.eu e rimarranno visibili anche sui canali social Youtube e Facebook dell’emittente, diretta dal collega Giovanni De Negri.