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Crisi Palestinese-Ebraica: dibattito inascoltato, strage ignorata, e l’urgenza di pace

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di Antonello Cavallotto

A poche ore dalla tragica strage compiuta da Israele, il cruciale dibattito al centro di Roma sulla crisi in Medio Oriente è stato sorprendentemente trascurato dai media globali.

Una mancanza di attenzione che non possiamo permetterci nella nostra redazione. L’evento ha segnato un momento senza precedenti, riunendo le ambasciatrici della Lega araba e della Palestina in Italia, Enas Mekkawi e Abeer Odeh, insieme al giornalista e scrittore Alberto Negri, all’ex ambasciatore Bruno Scapini, e a Franco Abdelkader, presidente dell’associazione Assadakal. Il tutto è stato sapientemente moderato e tradotto da Talal Khrais.

Franco Abdelkader, presidente di Assadakal, ha aperto i lavori evidenziando l’attuale strategia di Israele e dell’Occidente, volta più a mantenere lo status quo che a cercare soluzioni pacifiche. Questa visione, come ha sottolineato Scapini nella sua analisi storica, sembra allontanare la prospettiva di una soluzione pacifica e del riconoscimento della sovranità palestinese.

Abeer Odeh, ambasciatrice, ha ribadito che per parlare di pace è necessario denunciare l’occupazione sistematica della Palestina da parte di Israele, sottolineando il lungo periodo di 75 anni di occupazione, con 15 anni dedicati a Gaza. Solo attraverso la rimozione e la denuncia di questa occupazione si potrà aprire la strada a una vera conferenza internazionale di pace.

L’ambasciatrice ha presentato dati impressionanti, mettendo in luce che dall’inizio dell’operazione militare israeliana su Gaza sono morte 30.000 persone, tra cui 15.000 bambini, numeri che superano quelli dei due anni di guerra in Ucraina. Inoltre, Abeer Odeh ha illustrato una cartina geografica storica che, partendo dalla piena indipendenza del territorio, evidenzia l’attuale occupazione israeliana.

Foto di Ben Kerckx da Pixabay