A Fregene cresce la mobilitazione civica attorno ai lavori in corso nella Pineta e al posizionamento del nuovo bagno pubblico, un intervento che sta generando un acceso dibattito tra residenti, comitati e frequentatori storici dell’area. La discussione nasce dalla preoccupazione per l’impatto degli interventi su un patrimonio naturale considerato identitario per la comunità.
Un sit‑in per chiedere trasparenza e rispetto del territorio
È stato organizzato un sit‑in per sabato 8 agosto 2026 alle ore 10:30, all’incrocio tra Via della Pineta di Fregene e Via Portovenere, con l’obiettivo di sollecitare una revisione dei lavori in corso e una valutazione più attenta del posizionamento del bagno pubblico. L’iniziativa, inserita nel percorso di Rinascita Fregene 2028, punta a coinvolgere i cittadini e a riportare al centro del dibattito la tutela della Pineta.
All’incontro parteciperanno Renato Burigana, Emanuela Massimi, Dina Signoriello e Piero Strocchi, figure attive nella vita civica locale, chiamate a confrontarsi con la comunità e a raccogliere le istanze dei residenti.
Critiche alla collocazione del bagno pubblico nella Pineta monumentale
Parallelamente, cresce il malcontento per la scelta di collocare la struttura igienica all’interno della Pineta monumentale. La contestazione si concentra sull’idea che un intervento di questo tipo possa alterare l’equilibrio paesaggistico e culturale di un’area considerata un simbolo storico e ambientale di Fregene.
La critica principale riguarda la percezione di un intervento non armonizzato con il contesto naturale, vissuto da molti come un elemento di disturbo in un bosco secolare che rappresenta un patrimonio collettivo.
Una comunità che rivendica ascolto e partecipazione
Le iniziative e le prese di posizione degli ultimi giorni evidenziano un punto comune: la richiesta di coinvolgere maggiormente i cittadini nelle scelte che riguardano la Pineta. La comunità chiede attenzione, trasparenza e un confronto aperto sulle modalità con cui vengono gestiti gli interventi in un’area così delicata.
Il sit‑in dell’8 agosto si preannuncia come un momento decisivo per misurare il livello di partecipazione e per comprendere quale direzione la cittadinanza intenda intraprendere nella difesa del proprio patrimonio ambientale.

