Si rafforza la rete nazionale a sostegno degli orfani di femminicidio e delle famiglie affidatarie. Con un investimento complessivo di 10 milioni di euro, Con i bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha approvato due nuovi progetti della seconda edizione del bando “A braccia aperte”, destinati ai minori rimasti senza genitori a causa di un omicidio domestico.
L’obiettivo è garantire un accompagnamento stabile e qualificato ai bambini e agli adolescenti che affrontano una delle esperienze più traumatiche: la perdita della madre o del padre per mano dell’altro genitore, spesso seguita dal suicidio dell’autore del delitto o dal suo arresto. Una condizione che lascia i minori privi di entrambi i riferimenti familiari e bisognosi di un sostegno continuativo sotto il profilo psicologico, educativo, sociale e legale.
Dei 10 milioni di euro stanziati, 3 milioni finanzieranno i due nuovi interventi territoriali, mentre i restanti 7 milioni serviranno a garantire la continuità dei progetti avviati con la prima edizione del bando, lanciata nel 2020, accompagnandoli fino alla conclusione delle attività e valorizzandone l’esperienza maturata.
“In cinque anni, grazie a questo bando, siamo riusciti a prendere in carico circa 350 bambine, bambini, ragazze e ragazzi”, sottolinea Marco Rossi Doria, presidente di Con i bambini. “Parliamo di giovani che, per la brutalità di quanto accaduto, rimangono orfani due volte. È una ferita profondissima. Nessuno di loro deve essere lasciato solo nel tentativo di ricostruire la propria vita”.
I due progetti selezionati copriranno l’intero territorio nazionale. Il primo, “Ad Ampio RESPIRO: Comunità Educanti e Reti di Sostegno per gli Orfani Speciali”, coordinato dalla cooperativa sociale Horizon Service, riceve un finanziamento di 1,5 milioni di euro e coinvolge nove regioni del Centro-Sud: Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Toscana, Calabria, Marche, Sicilia e Sardegna. L’intervento punta a consolidare l’esperienza maturata con il precedente progetto RESPIRO, rafforzando la rete territoriale di servizi e il sostegno alle famiglie affidatarie.
Il secondo progetto, “Custodire il Futuro: sostegno agli orfani di femminicidio. Dare futuro a chi il futuro è stato tolto”, è coordinato dalla Fondazione Don Calabria per il Sociale e interessa sei regioni del Centro-Nord: Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Lazio. Anche in questo caso il finanziamento è pari a 1,5 milioni di euro.
I nuovi programmi adottano un approccio multidisciplinare, ritenuto fondamentale per affrontare le conseguenze del trauma e del lutto vissuti dai minori. Psicologi, educatori, assistenti sociali e consulenti legali lavoreranno in équipe per costruire percorsi personalizzati di presa in carico, accompagnando bambini e ragazzi nella crescita e nel recupero di una dimensione affettiva, relazionale e sociale.
L’intervento non si limiterà però all’assistenza diretta. Una parte significativa delle attività sarà dedicata alla formazione degli operatori, al sostegno delle famiglie affidatarie e alla promozione di iniziative di prevenzione della violenza domestica attraverso campagne di sensibilizzazione e percorsi nelle scuole e nelle comunità educanti. L’obiettivo è diffondere una cultura della tutela dei diritti dei minori e del contrasto alla violenza di genere.
La seconda edizione del bando rappresenta anche un’evoluzione del modello costruito negli ultimi anni. Oltre alla prosecuzione dei progetti già avviati, sarà infatti realizzata una nuova infrastruttura nazionale di coordinamento dedicata alla prevenzione e alla tutela degli orfani di crimini domestici. Una cabina di regia metterà in rete tutte le iniziative finanziate, favorendo lo scambio di competenze, la supervisione scientifica, la definizione di metodologie condivise e il dialogo con le istituzioni.
L’obiettivo è trasformare un’esperienza progettuale in un sistema stabile di intervento capace di garantire continuità, qualità e omogeneità dei servizi su tutto il territorio nazionale. Perché dietro ogni numero ci sono storie di bambini e ragazzi segnati da una violenza estrema che hanno bisogno non solo di assistenza, ma anche di relazioni, opportunità e futuro.
