Più reading, meno rischi: l’innovativo progetto di Gaia Spera e della neurologa Francesca Spanedda porta la prevenzione sul palco, trasformando dati clinici in emozioni e consapevolezza.
Esiste un modo per parlare di salute che non passi per sale d’attesa o asettici opuscoli informativi? La risposta è sì, e si chiama “Reading di Prevenzione”. Un’iniziativa che sta cambiando le regole della comunicazione sanitaria, nata dalla collaborazione tra l’autrice Gaia Spera e la neurologa della Fondazione S. Lucia IRCCS, la Dott.ssa Francesca Spanedda.
Un dialogo a due voci: il Medico e la Paziente
Il cuore del progetto è un viaggio in cinque tappe che trae ispirazione dal libro “Diario di una pozzanghera”. Non è una semplice lettura, ma un intreccio indissolubile tra due prospettive:
- La voce della Scienza: la Dott.ssa Spanedda spiega il funzionamento del cervello e i meccanismi neurologici.
- La voce della Coscienza: Gaia Spera porta l’esperienza di chi ha vissuto la “prova” della malattia sulla propria pelle.
Il risultato è un’ora di “intimità” pubblica, dove concetti complessi come la gestione della paura, la natura del dolore e l’importanza del sorriso diventano accessibili a tutti.
Perché “più reading, meno rischi”?
I numeri parlano chiaro: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che 8 ictus su 10 possano essere evitati. Il problema è che spesso l’informazione non raggiunge chi ne ha più bisogno, magari perché spaventato o annoiato dai tecnicismi.
Il progetto di Spera e Spanedda mira proprio a quegli “otto”: utilizza la narrazione coinvolgente per spingere le persone a riflettere sul proprio stile di vita senza terrorizzare, ma valorizzando la bellezza della cura di sé. Come recita il payoff dell’iniziativa: “Prevenzione non è unicamente parlare di malattie, ma è più di tutto parlare di vita”.
L’appuntamento nel Municipio XIII
Dopo il successo alla Fondazione S. Lucia, il progetto continua il suo percorso itinerante per raggiungere il cuore dei quartieri romani. Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 aprile alle ore 15:00, con il patrocinio del Municipio XIII.
L’evento vedrà anche la condivisione di un video-contributo dell’attore Massimo Wertmüller, che ha curato la prefazione del progetto, a testimonianza di come l’arte e la cultura possano essere i migliori alleati della medicina.

